Benvenuti su Libri di Sicilia. All'interno di questo sito troverete un'accurata selezione di volumi che trattano quattro argomenti cardine della realtà siciliana: l'arte, il cinema, l'etna, il vino.
Ogni volume è corredato da una scheda descrittiva al cui interno sono presenti alcune utilità come la stampa, l'invio della scheda e la possibilità di commentare il volume. Buona lettura.

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Rappresentante illustre della pittura contemporanea del Mezzogiorno, Sebastiano Milluzzo nasce a Catania il 12 luglio 1915. Giovanissimo manifesta attitudine per le arti figurative riscuotendo consensi e incoraggiamenti. La carenza di scuole artistiche a Catania, negli anni Trenta, lo porta verso lo studio della decorazione manuale con il maestro Santi Cacciaguerra, allievo di Domenico Morelli. Nel 1936 frequenta la scuola libera di nudo a Roma dove nel 1939 consegue il diploma di liceo artistico. Dal 1940 insegna disegno e storia dell’arte negli istituti medi e superiori statali. Negli anni Sessanta fonda e dirige la rivista di Arte e Cultura “Sicilia Arte. Egli è insieme pittore, scultore, scenografo e decoratore e il fascino della sua opera non risiede soltanto nella sua esigenza di costante aggiornamento e sperimentazione ma anche nel fatto, che in ogni sua opera egli racconta la “sua” Sicilia. Questo volume/catalogo contiene oltre al saggio introduttivo di G. Frazzetto, un’intervista a Milluzzo di Carmela Gandolfo, le tavole delle sue opere, un’antologia critica e l’elenco di tutte le sue mostre personali nonché quelle collettive.

 
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Vittorio De Seta nasce a Palermo nel 1923. Negli anni ’50 realizza dieci folgoranti documentari, che “occupano un posto eccentrico di straordinario rilievo nel cinema italiano del dopoguerra e rappresentano un energico e coerente progetto estetico di rinnovamento del documentarismo italiano”. Passa al lungometraggio con Banditi a Orgosolo, premiato a Venezia nel 1961. Cinque anni dopo, Un uomo a metà scatena furibonde polemiche: tra i pochi a difenderlo, Moravia e Pasolini. Dopo L’invitata (1969), realizza per la Rai Diario di un maestro, che nel 1973 viene seguito da 15 milioni di spettatori e suscita un acceso dibattito sul sistema scolastico italiano. Nel 1981 abbandona il cinema; dodici anni dopo torna dietro la macchina da presa con In Calabria. Nella storia del cinema italiano quello di De Seta, autore schivo e controcorrente, è un caso emblematico di “rimozione”. I suoi film, troppo spesso dimenticati, misconosciuti o fraintesi, vanno oggi restituiti ad una nuova e più matura visibilità. “Un riesame dell’opera [di un autore] al fine di sottrarla alle cristallizzazioni del giudizio critico, è una delle premesse indispensabili per la produzione di una nuova visibilità”, scrive Antonio Costa in uno dei saggi raccolti in questo volume che mira a un recupero integrale dei film di De Seta, quanto a una monografia che intende esprimere una ricchezza e una pluralità di punti di vista critici e di testimonianze, e insieme vuole ricapitolare (con un’ampia bibliografia selezionata e con un’antologia critica inframmezzata alle schede della filmografia, in appendice al volume) la storia parzialmente sepolta del dibattito critico cresciuto, negli anni, in ordine sparso attorno al cinema desetiano. Autori dei saggi sono: Jean-Louis Comolli, Vincenzo Consolo, Antonio Costa, Vittorio De Seta, Alberto Farassino, Goffredo Fofi, Marco Maria Gazzano, Luigi M. Lombardi Satriani, Michele Mancini, Ennio Morricone, Renato Tomasino.

Formato: cm 15x21, pagg. 384,54 ill.
Prezzo: € 12,91
Categoria: cinema
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Le Madonie, cinema ad alte quote

Autore: Sebastiano Gesù e Elena Russo
Giuseppe Maimone Editore
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Questo volume tenta una lettura del cinema siciliano, mediante la ricostruzione dei set madoniti, con particolare attenzione al paesaggio che, da sempre per la cinematografia, ha costituito un elemento di grande importanza, al punto che numerosi film hanno tratto dal loro scenario, dalla natura dentro cui raccontano le loro storie, più che dai personaggi, un vero e proprio respiro di opera d’arte. Il paesaggio non solo si offre, ma soprattutto crea toni e atmosfere che raccolgono il movimento interno ed esterno dei personaggi. Da queste brevi riflessioni nasce la necessità di riconsiderare i set cinematografici non più come quinte teatrali ma come componenti strutturali del film. Così l’interesse dei cineasti nei confronti delle Madonie si rinnova con cadenze puntuali nel tempo, facendo prevalere sui facili stereotipi da cassetta, lo sguardo ispirato di registi come Petri e Tornatore, Gaulitz e Cimino, Scimeca e i giovani video makers. Infatti il gran numero di film che sono stati girati nelle campagne e nei paesi delle Madonie rappresenta un patrimonio culturale di grande rilievo e coglie in pieno il rapporto, che può dirsi privilegiato, fra Madonie e cinema nelle sue varie forme; rapporto privilegiato che si coglie nel riconoscimento della profonda sensibilità di letterati e cineasti del luogo che si sono affermati in campo nazionale e internazionale come, ad esempio, Tornatore, che, dopo Nuovo Cinema Paradiso, è voluto tornare nelle Madonie per ambientarvi L’uomo delle Stelle. La storia dei set madoniti coincide con la storia dei film in grado di esprimere una verità poetica attraverso i luoghi delle vicende narrate, a prescindere dagli stilemi realistici, simbolici o fantastici.

Formato: cm 16x23, pagg. 128,24 ill.
Prezzo: € 11,36
Categoria: cinema
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